mercoledì 30 aprile 2008

Fisco online: e' tutto incredibile!


E' tutto incredibile, oggi un governo decaduto pubblica le dichiarazioni (del 2005) dei redditi di tutti i cittadini sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Già questa decisione è discutibile ma è quello che succede dopo che è incredibile.

Nel giro di pochi minuti il sito non è più raggiungibile(probabilmente subissato dai innumerevoli tentativi di accesso). E qui siamo nella normalità, chi di voi pensa che un italiano non si fiondi subito a controllare il reddito del vicino di casa se ne ha la possibilità ? e chiaramente il sito dell'Agenzia delle Entrate non è attrezzato per un traffico di questo tipo.

Il viceministro Visco replica: si tratta di «un fatto di trasparenza, di democrazia». «Non vedo problemi - ha aggiunto - c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano.

Telefilm americano ? cioè il Governo Italiano ha preso spunto da quello che ha visto in televisione ? ma siamo matti ? ci sta prendendo in giro ?

Non è finita.

Il ministero dice di aver informato il Garante della Privacy che immediatamente smentisce e dopo una riunione d'emergenza chiede nel pomeriggio al ministero di oscurare i dati ! Va beh, tanto il sito è giù dalla mattina !!

E' incredibile ! Che dilettantismo !

Poi i signori della Sinistra si chiedono come possano aver perso le elezioni. Io sono solo stracontento che il signor Visco se ne vada dal ministero e con lui tutti i personaggi che gli stanno intorno.

Penso solo ai quei poveracci (cittadini onesti) che oggi avevano bisogno di controllare il sito dell'Agenzia delle Entrate per avere dei chiarimenti su tasse, tassine e tassotte, ed invece ... ZAC ... tutto giù perchè hanno organizzato questa pagliacciata.

Complimenti !

lunedì 28 aprile 2008

Cucina Da Oscar


Sabato 26 Aprile a pranzo.

Invitati dal mi babbo siamo andati Da Oscar.

Oscar, il proprietario e cuoco, è una figura mitica della ristorazione meneghina. Nostalgico ed ex paracadutista accoglie i clienti con benvenuti del tipo: "... ma non avete una casa vostra ? tutti qua a rompere i c......?" ... eh eh eh .. .fantastico.

Il locale è piccolo ed addobbato con cimeli del Ventennio e guerraioli. I tavoloni sono fitti fitti e spesso e volentieri si mangia sullo stesso tavolo con altri avventori del locale. Il menù è appeso alle pareti scritto su una lavagna magnetica, poco leggibile in realtà.

Come al solito, causa bimbo, arriviamo con una mezz'oretta di ritardo e quindi i nostri commensali hanno già iniziato. Sistemiamo a capo tavola il cucciolo con il suo super sgabellino e già Oscar inizia ad inveire contro di noi ... "ma allora stravolgiamo il locale per questa piccola peste ... ".

Ordiniamo Spaghetti alla Carbonara per me e Gnocchetti al gorgonzola per mia moglie ... intanto il cucciolo si sgranocchia un panino. Le porzioni sono super abbondanti e servite in un bel piattone ... gli spaghetti sono molto buoni. Il guanciale è saporito e non duro mentre la cottura della pasta è perfetta, come piace a me, e cioè non cruda ma ben cotta. Chiara non riesce a terminare i suoi gnocchetti (molto ben conditi anche questi) mentre io riesco a scofanarmi tutti gli spaghetti.

La carbonara mi fa venire in mente quando in trasferta a Roma un mio collega ed io ci sparavamo dalla Pollarola tre porzioni di carbonara in due ! Questa carbonara è alla sua altezza sia come quantità che come bontà.

Gli altri poseguono con un filetto alla griglia ed una grigliata mista di carne.Io spilucco un pezzettino da entrambi. La carne è tenera e ben cucinata (Oscar urla dalla cucina : "ma chi è che vuole il filetto ben cotto ? vada a mangiare un panino ... ma porca p......:", per fortuna non eravamo noi !). La carne viene gradita anche dal cucciolo che si spara il vitello senza colpo ferire.

Come dolce, fragole con gelato per tutti.
Vino bianco fresco ed un rosso leggero per la carne.

Ma il centro dell'attenzione è sempre Oscar che passa una bomba a mano (cimelio storico) al mio bimbo per giocare (argh!!!)... e poi lo riempie di cioccolato e chupa chups.

Insomma il locale è molto simpatico e la cucina sicuramente all'altezza ... è chiaro che bisogna essere in sintonia con le modalità del servizio ed il turpiloquio di Oscar. Si conclude il pranzo con Oscar che urla: "Vincere !" e la sala che risponde "e vinceremo !".

Cucina Da Oscar
Indirizzo: Via Lazzaro Palazzi, 4 20124 Milano
Telefono: 0229518806

mercoledì 23 aprile 2008

Ristorante Al Baitone



Pranzo di domenica 20 aprile 2008

Domenica scorsa a pranzo siamo tornati Al Baitone dopo tanti anni di assenza da questo ristorante/pizzeria in piena Zona Fiera (tra qualche anno CityLife).

Invitati da amici abbiamo portato anche il piccolo Lorenzo Augusto che compirà 1 anno proprio settimana prossima.
Il posto non è cambiato di una virgola. D'estate si mangia anche fuori ma in genere si pranza nella sala grande che si raggiunge dopo una serie di 5/6 gradoni (gradoni perchè con il passeggino non sono tanto comodi).

Tavolata da 8 più il bimbo, sistemati in una zona abbastanza tranquilla con il posto a capotavola per il seggiolino. Causa cucciolo arriviamo tardi e quindi iniziamo direttamente con i primi: Risotto con asparagi, Orecchiette dello chef (servite al cartoccio, bello da vedersi), Spaghetti allo scoglio, Pennette all'arrabbiata (buone)

I secondi: Gamberoni alla griglia, Frittino di calamari (buono, leggero e morbido), Seppioline alla griglia, Filetto al pepe verde, Filetto alla griglia.
Contorni di patatine fritte (buone, strano ma vero), Verdure grigliate.
I commensali hanno apprezzato particolarmente il pesce (fresco e ben cucinato), ed io in particolare il frittino di calamari (che tra parentesi è l'unico pesce che mangio).
Beviamo il classico bianco toscano della casa (discreto).

Finiamo con un po' di dessert in ordine sparso (fanno in casa il tiramisù) ed alcuni dolcetti cotti al forno della pizza (discreti) con il caffè.

Il servizio è sempre accogliente ed attento, si respira l'aria di un tradizionalissimo ristorante toscano di Milano (come per intenderci Il Pace oppure il Rigolo), e la clientela della domenica è la classica famiglia milanese con i nonni appresso e di ceto medio/alto.

Eravamo ospiti di amici e quindi non ho idee sull'ammontare del conto (immagino io sulle 35/40 euro a testa).

In definitiva direi che è stato un pranzo positivo ed anche il cucciolo si è comportato bene.

Alla prossima !

Ristorante / Pizzeria Al Baitone
Viale Teodorico, 26
Milano

lunedì 21 aprile 2008

Passeggini Inglesina


L'anno scorso quando dovevamo comprare tutto per il cucciolo abbiamo girato parecchi negozi. E devo dire che il business intorno alle nascite è fortissimo ... per i passeggini c'erano parecchie soluzioni.
Alla fine a parità di qualità e fama, ho preferito sponsorizzare l'acquisto di una marca italiana ... l'Inglesina.

A distanza di 1 anno devo dire che è stata una scelta perfetta! Ora si lanciano anche in altri prodotti (seggioloni e sdraiette, ad esempio).

Su Economy qualche news interessante sulla storia e sui numeri dell'azienda vicentina.

Il tavolino nuovo !


Il tavolino nuovo !
Originally uploaded by ervortice

Nel fine settimana abbiamo montato il tavolino nuovo nella cameretta del cucciolo !
Si diverte un mondo nel prendere i giochi dai cassetti e metterli sul tavolo e viceversa.

giovedì 17 aprile 2008

Certificazioni EUCIP e fondo FAPI



Oggi sono stato alla presentazione del protocollo d'intesa siglato da AICA e FAPI per riconoscere la finanziabilità delle Certificazioni Informatiche Europee, ECDL ed EUCIP, nei piani formativi aziendali.

L'argomento è la formazione nelle PMI per arrivare alle certificazioni europee (ECDL per gli operatori IT ed EUCIP per i professionisti dell'ICT).

Arrivo al convegno dopo aver letto qualche cosa al riguardo ed in generale mi sembra di poter dire che il lavoro che è stato fatto per immaginare una certificazione professionale scissa dagli strumenti specifici e dai singoli vendor, ma legata alle competenze specifiche in varie aree tematiche del ICT, sia molto interessante.

Alla presentazione dell'accordo erano presenti:
Paolo Galassi - Presidente di Confapi
Bruno Lamborghini - Presidente AICA
W.Giorgio Scott - Università Cattolica Milano
Monica Galvanin - Galvanin Luigino SpA
Roberto Pettenello - Vicepresidente FAPI

Lamborghini introduce l'evento (in attesa dell'arrivo di Galassi, impantanato nel traffico) dando evidenza di quanto la mancanza di feeling delle nostre aziende (ma in generale della nostra cultura) con il mondo dell'IT sia alla base di molti dei problemi di competitività e di sviluppo dell'economia italiana.

Sono d'accordo, un numero su tutto, mediamente il nostro rapporto spesa IT / PIL è pari alla metà dei valori dei Paesi dell'area Euro ma anche (e questo è molto grave) a molti altri Paesi emergenti.

Pettenello illustra come è nato il FAPI (nel 2004) e come intendono portare avanti l'accordo con AICA. Nel passato il 18% dei progetti di formazione finanziati sono inerenti l'area informatica, ora si spera di portare avanti questi progetti fino alle certificazione del personale.

Galassi delinea come sia morto il concetto dei distretti in Italia sostituito in larga parte dai metadistretti. In parole povere il concetto di distretto territoriale, che ha fatto la fortuna dell'ingegno italico nel passato, si è modificato in network di aziende (tipicamente fornitori che collaborano con una multinazionale) localizzate in territori e Stati differenti.
E' chiaro che le tecnologie ICT sono alla base per una crescita in tal senso, non c'è scampo.

Fantastica affermazione del presidente di Confapi in chiusura : "... gli imprenditori devono capire che i soldi spesi in attività di gestione progetti e di formazione continua non sono soldi buttati via, ma l'unico modo per competere!". Grande!

Monica Galvanin presenta qualche numero sui progetti IT fatti in azienda (la Galvanin è una societa' metalmeccanica del vicentino) e su come abbiano fondato la strategia IT su quattro pilastri:
1) Stesura del Piano dell'IT in azienda di lungo periodo,
2) Utilizzo di un capo progetto interno a tempo pieno,
3) Formazione continua,
4) Rivisitazione del piano in funzione delle nuove tecnologie.

Bell'impostazione, mi è piaciuta.
E' conscia di aver speso tanto ma sa anche di aver cambiato radicalmente alcuni approcci e processi in azienda grazie all'IT. Non poco. In più il fatto di intendere l'implementazione dei progetti IT secondo un piano di lungo periodo ne fa un caso da studiare (l'azienda da 3,5 mln di euro nel '84 è passata agli attuali 30 mln, con circa 800/1000 ore di formazione all'anno).

Conclude Scott, professore di marketing. L'unica cosa che mi ha colpito nel suo discorso è l'affermazione (che condivido in pieno) come ci sia bisogno non tanto di tecnici preparati (ci sono, basta cercarli bene) ma di giovani che sappiano capire come sfruttare la leva delle nuove tecnologie per cambiare il business. Nel marketing ad esempio, siamo di fronte ad un cambiamento radicale, ma bisogna essere informati, preparati e soprattuto essere culturalmente pronti ad accogliere le tecnologie IT in tutto e per tutto (sono d'accordo, ci vuole una visione di quello che l'IT può portare all'interno dell'azienda, e secondo me in Italia non stiamo formando giovani con questa ottica).

Qualche mia conclusione :
1) non si può parlare di nuove tecnologie, di importanza culturale dell'IT nel mondo delle aziende e poi fare una presentazione super tradizionale, con i relatori seduti che a braccio fanno il loro discorsetto ... non è un problema solo estetico ma anche di sostanza. Questi enti mi sembrano essere un po' troppo "old style". Forse in questo contesto ci vuole una visione ed una realizzazione più adatta ai tempi correnti.

2) di dettagli operativi neanche l'ombra .... è vero che avrebbero firmato oggi l'accordo però ... se lanci una iniziativa così perchè non spenderci quattro lire e definire prima un bel sito con tutte le informazioni del caso ?

Qui il sito ufficiale. Qui un webseminar del 2007.

In ultima analisi vorrei cercare di definire un piano operativo per costruire dei percorsi di certificazione in azienda ... ci rivedremo !

Il pranzo in ufficio


Credits Foto

Da qualche tempo, cambiando mansioni in azienda, mi ritrovo a stare parecchio tempo in ufficio e quindi a dover pranzare in zona Fiera.
Prima le cose erano molto variabili, un progetto a Milano, un progetto a Roma, una scappata a Trieste ... insomma si mangiava a pranzo dove capitava. Il problema vero nasce quando sei fisso in un posto. Abbiamo provato tutti i bar, tutte le trattorie, tutte i chioschetti della zona ... ed è un dramma.
Ho condotto i colleghi in giro per le zone limitrofe alla ricerca di un posto decente ... pensate che il posto migliore in cui andavamo era detto "il Lurido"!

Alla fine fuori si mangia troppo male e si spende uno sproposito. Io vorrei capire come un panino + bibita possa arrivare a costare 6 o 7 euro. Ma siamo fuori dal mondo!
Non parliamo poi della qualità infame delle cucine dei bar ... ho visto delle paste non paragonabili nemmeno alle "... navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione ..."

A questo punto ho detto: "basta!" ... e ci siamo convertiti ad una delle cose che più mi fanno tristezza ... mangiare in ufficio !! arghhhh.

Ci siamo dotati inizialmente di due piastre per scaldare i panini ... poi stufo di ingurgitare solo prosciutto giorno dopo giorno, ho deciso una settimana fa, con abile e furtiva mossa, di comprare un forno a micronde (un'altra delle cose che mi fanno più tristezza, e vabeh). A sto punto inizia l'odissea serale a casa per capire cosa mangiare il giorno dopo in ufficio ... Chiara inizia ad elencarmi una serie
di piatti che regolarmente rinnego !

Ma il Grassi, che è furbo come una faina, ha pensato di intenerire la mamma Luisa (al cuor di mamma si può sempre fare affidamento) facendosi preparare una teglia di lasagne alla Bolognese (fantastiche), regolarmente suddivisa in monoporzioni e prontamente congelate (e tre ! ecco la terza cosa che mi fa più tristezza, mangiare un piatto congelato), prenotando per settimana successiva una pentola di coniglio al Marsala con olive nere.

Grande! Ora cercate di immaginarvi il Grassi che verso le 12.30 si avvicina quatto quatto alla sala riunione Michelangelo (ora prontamente ribattezzata Sala Mensa) con sottobraccio la sua monoporzione di lasagne alla bolognese congelata ed al simpatico profumo di unto che si sparge per tutto l'ufficio una volta scaldata!! E' da settimana scorsa che rido come un matto !

Comunque il fatto principale è che ho ceduto su tre pilastri fin qui retti magnificamente : non mangiare in ufficio, non usare il forno a micronde , mangiare il meno possibili cibi congelati!

Sto proprio invecchiando !

martedì 15 aprile 2008

Bollettino Pediatrico



Oggi mattinata di visita di controllo dal pediatra per il cucciolo.

Ora si inizia con i cibi veri: pasta al sugo (pomodoro, pesto, zafferano), carne al vapore, uova e frutta di stagione !
L'obiettivo è arrivare al più presto al risotto alla milanese della nonna Luisa ed alla Chianina alla griglia !

Qualche numero: peso 9.5 kg (considerato che è nato piccolo piccolo), altezza 75 cm , circonferenza del cranio 47,5 cm.

Tutto bene ! e vvvvaiiiii !

lunedì 14 aprile 2008

Giretto in Bicocca, aiuto!


Domenica ore 10.00, sono in giro con il cucciolo nel tentativo di farlo dormire un po' e mi viene la "malsana" idea di andare a fare un giretto nel quartiere della Bicocca.

Dovete sapere che abitiamo a 5 minuti a piedi dal primo avamposto della Bicocca, la famigerata collinetta dei ciliegi. Collinetta ottenuta con le macerie dei lavori e "chiusa" da parecchi anni perchè non ha ancora ottenuto le autorizzazioni del caso (anche perchè sembrerebbe che si sia alzata di parecchi metri in più rispetto a quelli autorizzati ...). Qui qualche foto della collina

Non entro nel merito di questa montagna di macerie ... date una occhiata alle foto ... guardate la pendenza, cosa dovrebbe servire ? Far rotolare giù
i bambini cattivi ? NO COMMENT ... un giorno ci tornerò.

Torniamo a domenica: avanzo nella desolazione dei primi palazzi (tutti uffici), sarà anche che il tempo è pessimo e minaccia di piovere, però in giro non c'è veramente nessuno.

I marciapiedi sono bellissimi, 4/5 metri di piastrellato ... belli ... ma, un secondo e se qualcuno si stanca di camminare ... ci sarà una panchina ?
Vago nelle viette laterali... nulla ... proseguo per dieci minuti, nulla !
Nulla ... non c'è nulla. Qualche alberello (che magari crescerà) ma nessun elemento di arredo urbano.

Io mi dico, ci sono uffici, parecchi dipartimenti dell'Università ma perchè non rendere vivibile tutto quello spazio ?

A me sti palazzi enormi svaccati sul nulla mi danno una tristezza indefinibile. (qui qualche foto bella )

Arrivo nel centro del quartiere, la parte residenziale deve c'è anche il teatro degli Arcimboldi. Dramma.
Quattro bar, 1 supermercato STANDA aperto dopo 7 anni di liti e l'ufficio Postale. Poco verde, tanto grigio.

Ma i giochi per i bimbi ? le zone d'ombra per gli anziani e per chi come me porta in giro il cucciolo ?

Ma come, mi chiedo, si possa progettare una roba tanto brutta ed inospitale ? E pensare che il quartiere è stato costruito dal nulla, ed è il terzo esempio di riqualificazione delle aree industriali in tutta Europa.

Leggevo sul giornaletto del quartiere che avevano promesso l'apertura di un asilo e di una scuola, ad oggi nulla.

Mia opinione: che brutto !

Ci saranno dei concetti architettonici notevoli che mi sfuggono, sicuramente. Ma a me sto posto grigio e triste porta solo a dire: orribile !

Nel 2001 Vittorio Gregotti (l'architetto del quartiere) diceva:
"Il progetto Bicocca è il risultato di un’occasione storica e sociale del tutto speciale (la dismissione di gran parte delle aree della grande industria) e di un’organizzazione molto complessa a cui hanno partecipato moltissimi attori determinanti, i numerosi architetti del nostro studio, poi ingegneri, tecnici di ogni tipo, e prima di tutti le strutture tecniche ed economiche della società promotrice.
E solo dalla loro solidarietà culturale, al di là delle infinite occasioni di discussione, che sarà forse possibile la realizzazione compiuta del progetto Bicocca entro i prossimi quattro anni."

Nel 2008 a me sembra che il progetto Bicocca sia del tutto fallito .

Peccato.

venerdì 11 aprile 2008

Primi Giochi


Primi Giochi
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Ecco il cucciolo che gioca nella sua cameretta con i lego ... insomma per ora li smonta e li lancia ... però è all'inizio ... tra poco grandi costruzioni !

Zopa, il prestito tra privati sul web



Ciao. Oggi volevo fare due parole su Zopa.it, proprio nei giorni in cui questi sono presenti con uno stand a Fa’ la Cosa Giusta, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili (FieraMilanoCity, padiglione 7, sezione Finanza Etica).

Ma cosa è Zopa ? Alla fine non è altro che una piattaforma che mette in contatto privati che vogliono prestarsi del denaro (social lending, all'inglese).
Il Grassi ad ottobre/novembre scorso (periodo del lancio in Italia dell'iniziativa) si è subito buttato alla prova investendo la misera cifra di 100 euro !

Zopa spezzetta i tuoi 100 euro in contratti di, ad esempio, 10 euro ciascuno e poi li mette sul mercato, dove chi vuole un prestito raccoglie le offerte accettando un determinato tasso di interesse. Il prestatore può quindi scegliere il tasso che più gli aggrada nelle varie classi in cui Zopa suddivide i mercati.

Più difficile da spiegare che da fare.

Comunque, il concetto base è che io privato posso ottenere un prestito senza passare dalle banche, tendenzialmente ad un tasso più onesto.

Ad oggi sono stati prestati già 1 milione di euro, a poco più di 6 mesi dal lancio ufficiale dell'iniziativa.

Cosa ne è stato dei miei 100 euro ? Beh al momento sono tutti prestati a 5 personaggi (che in media hanno chiesto a Zopa circa 5000 euro, con un tasso che varia dal 5% al 8%, da un minimo di 12 mesi ad un massimo di 36). Mentre gli interessi che ricevo sui singoli ripagamenti mensili vengono subito rimessi sul mercato (potete decidere anche di trattenerli).

Per ora posso dare solo giudizi positivi, anche se per avere effettivamente dei ritorni finanziari bisogna aspettare almeno la scadenza dei primi 12 mesi. In ogni caso il team Zopa è sempre stato molto disponibile a domande e chiarimenti ed hanno organizzato una ottima campagna comunicativa sul web.

Insomma, l'idea di non passare dalle banche mi piace sempre di più.

Ciao!

mercoledì 9 aprile 2008

Costoletta alla milanese



Sempre a pranzo in Azienda si discuteva della Costoletta alla Milanese, quella vera intendiamoci. Si discuteva sulla tipologia di carne da usare e dopo pochi giorni il Comune di Milano aggiunge la Costoletta ai piatti che hanno ricevuto la Denominazione Comunale !!!(qui la notizia del Comune)

E chiaramente la vera Costoletta è di Vitello e fritta nel burro ... slurp !

Leggetevi la ricetta ufficiale del Comune!

martedì 8 aprile 2008

Ivo al Forno Antico


Piccola anticipazione : i nuovi interni del Ristorante Cesira.





UPDATE dell'update:

Luglio 2010 : Dario e Cesira hanno riaperto poco più in là. Il locale si chiama 'Cesira' ... e sarà sicuramente meta di una prossima uscita della famiglia Grassi! A risentirci

Qui il post della nostra visita al Ristorante da Cesira

UPDATE:

ormai è certo.
IVO ha chiuso.
Questa estate (2008) abbiamo provato a prenotare ma il numero risultava inesistente. Abbiamo telefonato all'APT, chiesto in giro ... non abbiamo capite il perchè o il per come ma IVO ha chiuso definitivamente i battenti.

Al suo posto non c'è nulla. E' tutto chiuso....
Se qualcuno sa qualcosa si faccia vivo...
Recensione fatta da Chiara sul Mangione.it ...

Cena di Sabato 15 Aprile 2006

Sono trascorsi ormai trent’anni da quando il nonno acquistò un appartamentino a Clusone, in Val Seriana, dove riunire i due figli, le loro famiglie ed i nipoti, tra cui appunto io… Ora il nonno non c’è più, ma la casa, ormai meta di qualche week end e di brevi vacanze estive, resiste e per ora non è ancora stata venduta, per fortuna mia che ho deciso di trascorrervi la scorsa Pasqua con mio marito.

Ed ogni volta che torno a Clusone è impossibile resistere alle prelibatezze di “Ivo al Forno Antico” al Passo della Presolana, a pochi chilometri da casa, come al solito prenoto, il solo pensiero mi stuzzica l’acquolina… Ivo arriviamo!
Il locale, di impostazione piuttosto classica e semplice, non è cambiato da anni: alcuni tavoli quadrati da poter unire o meno a seconda del numero dei commensali e quattro tavoli rettangolari con seduta a panche (schienale alto) in corrispondenza delle finestre luminose, sul cui davanzale interno sono riposti elementi decorativi a seconda della stagione (dai cesti con frutta o verdura alle bottiglie con tulipani freschi), in tutto circa sessanta coperti.

Ad accoglierci con l’immancabile “Tutto bene ragazzi?”, nonostante il passare degli anni, è la proprietaria Cesira, il cui marito in cucina si diletta a sperimentare sempre nuovi piatti in alternativa ai più che collaudati cavalli di battaglia.

La scelta è sempre difficile, date le molte possibilità sia a base di carne che di pesce.
Decidiamo di optare per un menu a base di carne a cui abbiniamo un “Calepino – Riserva 2000”, un Valcalepio Rosso D.O.C.
Finalmente arrivano gli antipasti, (altrimenti il buonissimo pane cotto nel forno a legna sarebbe finito!), ben serviti in due ampi piatti piani.

Mio marito inizia con un ricco piatto di Culatello di Zibello, salame felino e parmigiano reggiano accompagnato da qualche goccia di aceto balsamico, io con il tradizionale “Antipasto rustico” composto da un assaggio di polenta calda con funghi, una bruschettina al pomodoro, una fetta di frittata con le verdure e diversi ottimi salumi tra cui lardo, coppa, speck, bresaola e del salame a pasta grossa.
Come inizio non c’è male, per un totale di 26,00 euro.

Proseguiamo rapidamente con i primi, anche questi ottimi come sempre, che ci vengono portati in due larghe fondine di porcellana bianca.
Massimiliano si gusta i soliti “canunsei” alla bergamasca, ravioli fatti in casa con farcia di carne, conditi con abbondante burro fuso, salvia, tocchetti di pancetta croccante e piccoli cubetti di crosta di parmigiano soffritti e dorati. Impossibile resistere a questi ultimi che gli rubo dal piatto con goduria.
Io invece rinuncio alle consuete foiade (pasta all’uovo fatta in casa, tirata piuttosto spessa e tagliata irregolarmente) con funghi ed opto per dei ravioli di magro conditi con burro e tocchetti di asparagi: direi scelta azzeccata, meglio sperimentare nuovi sapori.
Ora sì che la fame è stata domata, per un totale di 18,00 euro.

Continuiamo con i secondi, solitamente accompagnati da polenta, che spaziano dalla carne cucinata alla griglia, arrosto o in umido, alle portate di pesce, a dir la verità mai assaggiate.
Mio marito addenta delle discrete costolette di agnello alla griglia con contorno di patate al forno, io invece decido di prendermi una pausa.
Piatto senza infamia né lode, per un totale di 15,00 euro.

Finalmente i dolci, rigorosamente fatti in casa e a cui “Ivo” si dedica con particolare cura e dedizione: dalle immancabili torte alla ricotta o alle noci e amaretti, ai dolci al cucchiaio (tra cui il leggero semifreddo al torroncino con uno scenografico “gomitolo” di caramello adagiato sopra o il tortino paradiso con cuore di mele).
Massimiliano ordina una grandiosa panna cotta, questa volta servita in un ampio bicchiere a calice, posta sopra una crema piuttosto densa e gelatinosa di fragole e sulla cui sommità è sbriciolata della meringa, divina.

Io invece mi gusto una mousse ai tre cioccolati (i tre gusti sono serviti a strati) adagiata su una delicata crema di vaniglia, che piacere…
Indimenticabili, per un totale di 12,00 euro.
Concludiamo con caffè e conto, per un totale di 88,00 euro.

Ci congediamo dalla signora “Ivo” congratulandoci come al solito per la bontà dei piatti; mentre le auguriamo una “Serena Pasqua”, le chiediamo se per caso abbia ancora qualche posto disponibile per le festività.
“Mi dispiace”, ci risponde, “siamo già al completo”.
La nostra, a dire il vero, era semplice curiosità nei confronti di quello che, tra tutti i locali visitati, rimane per noi uno dei migliori in termini di qualità e servizio.
Prezzo a persona: 40,00

Ivo al Forno Antico
Via Cantoniera,
24020 Castione della Presolana (BG)
Telefono: 034632002

lunedì 7 aprile 2008

Barbapapà, questi conosciuti / sconosciuti.



Oggi all'ora di pranzo si è parlato di Barbapapà. I due nuovi ragazzi in azienda (classe 1983) sono cascati dal mondo delle nuvole, Barbachi ?

Si è alzato un grido unanime: ma come non conoscete i barbapapà ? ... la risposta ... NO.

Ed è strano, perchè proprio in questi mesi vedo un fiorire nei negozi di giocattoli di gadget e pupazzetti del mondo dei barbapapà. Probabilmente il target è proprio la mia generazione (che tendezialmente ora sarà papà e mamma) ... comunque ho inserito la domanda su chi sono i Barbapapà nell'elenco delle domande da farsi in fase di assunzione (subito dopo "Con che tipologia di carne si fa la vera cotoletta alla milanese ?").

Concludo dicendo che l'immagine in apertura è il quadro che Luisa ha disegnato per la cameretta di Lorenzo Augusto e poi questo post che mi ha fatto morire dal ridere ! Barbabloom .

Ciaooooooo

La prima cavalcata!


La prima cavalcata!
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Il cucciolo ha iniziato a sedersi sul suo triciclo ... ancora non ha capito bene come muoversi ... ma siamo all'inizio !!

giovedì 3 aprile 2008

Recensione Osteria Dal Gal Vestì



Vecchia recensione fatta per Ilmangione.it scritta da Chiara:

Osteria Dal Gal Vestì
Indirizzo: Via Cesare Pavese, 18 - 12058 - Santo Stefano Belbo

Pranzo di Domenica 24 Settembre 2006
Era già da diverso tempo che desideravo recarmi nella zona dell’astigiano per acquistare dell’ottimo moscato direttamente dall’azienda produttrice così, la scorsa domenica di settembre, mio marito, i miei suoceri ed io abbiamo organizzato una gita fuori porta a S. Stefano (CN).

Come non approfittare dell’occasione per accomodarci in una trattoria dove gustare i piatti tipici della cucina piemontese?
Detto, fatto: Osteria Enoteca Dal Gal Vestì sulla statale Canelli-Santo Stefano Belbo, situata nel cortile della Casa Natale di Cesare Pavese, letterario del Novecento italiano.

Il locale si presenta in tono rustico nell’arredamento e piuttosto curato nell’allestimento dei tavoli e delle stoviglie, per un totale di una quarantina di coperti con qualche altro posto sotto il pergolato all’aperto.
Ci facciamo consigliare dal titolare che ci dice che solitamente di domenica servono un menù degustazione con specialità locali che consiste in diversi antipasti, la scelta di un primo tra i quattro o cinque disponibili e di un eventuale secondo. Decidiamo di lasciarci tentare e di fidarci della scelta del gestore per quanto riguarda i vini.

Nell’attesa ci portano un vino bianco molto profumato, piuttosto leggero nella gradazione alcolica…deriva dal vitigno del moscato, ma per legge le uve moscato non possono essere vendute come vino da pasto, quindi l’indicazione non è riportata sull’etichetta. Il rosso invece è un Nebbiolo delle Langhe del 2004 che berremo coi primi e a seguire.

Si parte con un piatto costituito da dei filetti di peperone arrostiti, alcuni con acciuga, altri spennellati con una leggera salsina di bagnacauda, un peperoncino tondo piccante ripieno di un impasto di capperi e acciughe e due fettine di roastbeef con una delicata salsa tonnata. Si prosegue con una gustosissima fetta di salame piuttosto giovane e quindi morbido e della carne di cavallo battuta e tritata al coltello condita con olio, sale, scaglie di grana e di funghi porcini. Continuiamo con due fette di ottimo cotechino ricoperte da una delicata fonduta e da scaglie di tartufo bianco. Terminiamo con un tortino caldo di cardi con besciamella aromatizzata alla noce moscata (un po’ troppa per il mio gusto).
E chi ce la fa ora a proseguire??? Noi ovviamente sì…siamo qui apposta!

Arrivano i primi. Mia suocera si gusta dei raviolini ripieni di carne brasata serviti con burro e salvia (purtroppo non ne ricordo il nome), mio marito e mio suocero dei tortelli di ricotta e spinaci ricoperti con della profumata crema di tartufo, infine io dei cremosi e saporiti gnocchetti conditi con della salsa di Castelmagno.
Tutti i piatti davvero buoni…complimenti.

Luisa ed io decidiamo di arrenderci, anche di fronte alla scelta di una degustazione di formaggi tra i trentadue disponibili, gli uomini passano invece ai secondi: dei bocconcini di cervo stufati dal sapore troppo selvatico e forte a giudizio di mio suocero e del normale arrosto di maiale con della polenta grigliata per mio marito.

Terminiamo con dei fantastici dolci accompagnati da un raro moscato d’Asti di un’azienda locale: una perfetta crema catalana, un buon tortino al cioccolato ed un delicato semifreddo al torrone su salsa di caffè.
Ordiniamo poi cinque caffè (di cui tre per mio suocero, che dice che gli uomini di una certa levatura e corporatura ne bevono tre), una grappa brachetto ed il conto, per un totale di euro 177,00.

Siamo tutti d’accordo: il pranzo è stato simpatico, piatti cucinati con ingredienti freschi, ben amalgamati e serviti, a parte la nostra scelta non tanto azzeccata dei secondi.
Unico neo: l’eccessiva attesa tra una portata e l’altra. (Ci siamo seduti alle 13.00 ed alzati alle 16.15!).
Ora non ci resta che raggiungere l’azienda Agricola Caudrina, situata a Castiglione Tinella…

E’ stata un’impresa, ma alla fine siamo tornati a casa con dell’ottimo moscato che vi consiglio (Caudrina e Galesia), con il ricordo dei sapori piemontesi e con delle foto rubate ai grappoli d’uva avvolti nei primi colori autunnali da incorniciare…
Prezzo a persona: 40,00

Girasoli !



Qualche anno fa, come volantino pubblicitario, i Verdi mi hanno inviato a casa una bustina contenente alcuni semi di girasole.

Da allora è diventata tradizione piantarli sul balcone di casa ! Vi assicuro che nonostante la mia attitudine ai lavori agresti sia prossima alla zero di solito crescono bene ... ed anche quest'anno sono nati (in foto i germogli appena sbocciati).

Alla prossima!

mercoledì 2 aprile 2008

TV: il tubo catodico è morto




Interessante l'intervista pubblicata sul Sole24Ore a Carlo Vichi (l'85enne signor Mivar).

Chi di voi non ha in cucina il mitico 15 pollici MIVAR ? E' rimasta ormai da tempo l'unica fabbrica italiana di televisori e con l'avvento della tecnologia LCD le cose si stanno mettendo non troppo bene.

Che peccato, una azienda che aveva basato tutto sul prodotto (non ha mai fatto pubblicità) e sulla fascia bassa di mercato sta vivendo il proprio periodo più nero.

Ma secondo voi la qualità di un LCD è attualmente paragonabile ad un televisore tradizionale (a costi paragonabili naturalmente)?

Riporto alcuni stralci dell'intervista (fonte http://www.ilsole24ore.com/):

C'è la possibilità che per alcuni formati i Tv Crt avranno ancora lunga vita?
No. Gli Lcd cancelleranno tutto.

Che futuro si prospetta per chi produce televisori?

Siamo schiavi di un progresso che è necessario ma che deve essere meritato. Nella ricerca, per tendere ad avere di più allo stesso prezzo, e nell'applicazione, per avere lo stesso prodotto a costi inferiori. Fare entrambe le cose è molto difficile, perché crescendo il progresso tecnologico crescono i costi di sviluppo e noi non disponiamo di tecnologia. L'ha dobbiamo comprare e non possiamo lavorare come vorremmo.

I produttori asiatici stanno creando di fatto un cartello sui pannelli a schermo piatto e sul mercato europeo sono assai aggressivi sul fronte dei prezzi al consumo: cosa ne pensa?

Che l'Asia non vende i suoi prodotti in Europa: li spara. Ma il pallino della tecnologia, in ogni settore, ce l'hanno sempre in mano gli americani. La qualità dei pannelli Lcd è praticamente la stessa per tutti, poi ci sono aziende più serie e meno serie. Philips, per esempio, ha sposato un conte come una serva.

Si parla parecchio di sfida fra plasma e Lcd, con i secondi che però sembrano sopravanzare i primi anche nei medi grandi formati. La sua opinione?
I plasma hanno dei pregi ma anche il limite tecnologico che non possono essere prodotti in piccoli formati, ma solo dal 40 pollici in su. E comunque il formato di schermo ideale per un televisore per la casa è il 20 pollici: gli schermi giganti sono solo per un tante persone.

A catalogo avete ancora un modello di Tv Crt Slim, con tubo catodico accorciato. Come è andato sul mercato?
È un compromesso tecnico non accettabile. Si risparmiano solo pochi centimetri di ingombro del cinescopio e nascono problemi di messa a fuoco perché il cannone è più corto di quello tradizionale.
Come deve essere un televisore di nuova generazione?
Il televisore, come altri prodotti, deve essere un prodotto di qualità venduto al giusto prezzo. La mia idea di Tv ideale è sempre la stessa: affidabile, semplice da usare e facile da riparare in caso di guasti.

Un'ultima domanda: anni fa sosteneva che la pubblicità è inutile. La pensa ancora così?
La pubblicità aumenta solo i costi del prodotto, non la sua qualità. Senza fare pubblicità la Mivar ha venduto in Italia più televisori di qualsiasi altro marchio.

martedì 1 aprile 2008

Ti vedo !


Ti vedo !
Originally uploaded by ervortice

Abbiamo passato la Pasqua a Clusone, con un bel 10 cm di neve !!
Nella foto la neve non c'era ancora ma il cucciolo già sfoggia la sua super tutona da freddo!

Mi presento !

Ciao a tutti ...
... probabilmente non c'è nessuno, dato che ho creato questo blog solo oggi 1 aprile ...
comunque io sono Massimiliano e questo blog nasce con lo scopo di raccontare un po' di me, della mia famiglia (non per niente si intitola chiaraemassi) della mia professione e di quello che mi passa per la testa in un preciso momento (tiè!).

Iniziamo ad esempio con la mia posizione sul Politometro :




Mmmmm .. un po' ci azzecca ... beh come inizio non c'è male !

Ciaooooo