martedì 20 maggio 2008

L'anno della Cina


Il terribile terremoto in Cina di qualche giorno fa sembra aver avuto almeno un effetto positivo: il compattarsi di tutti i cinesi intorno alla tragedia (qui Rampini lo racconta molto bene).

Il 2008 sarà l'anno delle Olimpiadi, ma sarà anche l'anno della fiaccola scortata dalla polizia in giro per il mondo e delle ennesime uccisioni in Tibet. Sarà l'anno delle ipocrisie europee: si organizzano le Olimpiadi e poi si fanno i distinguo sull'onda delle notizie tibetane. Perchè invece non decidere che le Olimpiadi (in quanto massimo simbolo della civiltà e dei principi della sportività) si possono organizzare solamente in Paesi che rispettino alcuni principi di base.

Li butto lì:
1) libertà di espressione
2) libertà di culto
3) no allo sfruttamento minorile
4) diritti dei lavoratori

Forse in questo caso non saremmo andati a Pechino per le Olimpiadi, no ?

Forse però è chiedere troppo. Lasciamo che sia il business a guidare la scelta della sede olimpica ma non indignamoci allora per il Tibet e per i bambini che devono lavorare nella fabbriche.

1 commento:

Gianluca Aiello ha detto...

E che dire del fatto che il CONI abbia "concesso" agli atleti italiani di fare da testimonial ad Amnesty International ed altre ONG che protesteranno durante i Giochi?
L'ipocrisia no ha limiti.